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 [Libro delle Meditazioni] La Legge Spinozista

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MessaggioTitolo: [Libro delle Meditazioni] La Legge Spinozista   Sab 28 Mar 2009, 13:33

La legge spinozista.



E' sufficiente non comprendere per moralizzare: è chiaro che una legge che non si comprende non può apparirci che come un obbligo o un divieto morale (“si deve„ o “non si deve„).
Così, “non mangiare la segale cornuta„ è di base soltanto una legge naturale, poiché la conseguenza della segale cornuta sull'uomo è alterante, rende pazzo chi se ne nutre. Ma quello che non lo sa comprende soltanto il divieto dell'oggetto, e ne fa una legge morale: “Non si deve mangiare la segale cornuta„, e poco importa perché.

Conseguentemente, la legge morale ha talmente compromesso la legge di Natura che il pensatore si asterrà in futuro da confondere le due, parlando soltanto di verità eterne. È facile separare i due settori, quello delle verità eterne di Natura e quello delle leggi d'istituzione, semplicemente attraverso i loro effetti.

La legge morale è un dovere: non ha altro effetto, non ha altra finalità che l'obbedienza.
Può darsi che quest'obbedienza sia indispensabile, può darsi che gli ordini siano fondati. Non è questo il punto.

La legge, morale o sociale, non ci porta alcuna conoscenza, non fa conoscere nulla.
Al peggio, impedisce la formazione della conoscenza (la legge del tiranno).
Al meglio, prepara la conoscenza e la rende possibile (legge di Aristotele e di Christos).
Tra questi due estremi, compensa alla conoscenza per quelli che non ne sono capaci.

Ma in ogni modo, non cessa di manifestarsi una differenza di natura tra conoscenza e morale, tra la relazione ordine-obbedienza e la relazione conosciuto-conoscenza.

Il dramma della teologia aristotelica, la sua dannosità, viene dalla confusione pratica che ci ispira tra questi due ordini che differiscono in natura: la storia di un lungo errore dove si confonde il comandamento con qualcosa da comprendere, l'obbedienza con la conoscenza stessa, la trascendenza soggettiva con l'immanenza assoluta.

La legge morale è sempre l'istanza transcendente che determina l'opposizione dei valori Bene/Male, mentre la conoscenza, la legge spinozista, la verità eterna, sono sempre la potenza immanente che determina la differenza qualitativa del buono e del cattivo.

La verità eterna spinozista scriverà: “È pericoloso per la maggior parte degli umani nutrirsi di segale cornuta„.

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