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 STUDI, RIFLESSIONI E AFORISMI

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GianLupo

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MessaggioOggetto: STUDI, RIFLESSIONI E AFORISMI    Lun 18 Ott 2010, 13:12

STUDI, RIFLESSIONI E AFORISMI

In questo tomo troverete riflessioni e studi condotti da spinozisti di tutto il mondo. Piacevoli aforismi per grandi e piccini.


Aforismi spinozisti italici

Primo aforisma:

Io non creo, io sono

(Giobbe)

Secondo aforisma:

Un pensiero non è una guida, ma è un potere

(Giobbe)

Terzo aforisma:

Solo l'altra metà di te stesso può decidere di te stesso

(Yellow)

Quarto aforisma:

Chi crede nella contingenza crede nel caso

Chi crede nella trascendenza crede nel destino

Chi crede nell'immanenza crede nel percorso

(Giobbe)

Quinto aforisma:

Caso e destino decretano libertà solo apparenti

(Giobbe)

Sesto aforisma:

Non è giusto che si rinunci al proprio linguaggio, perciò conviene sempre ascoltare, prima di parlare

(Giobbe)

Settimo aforisma:

Il percorso è un viaggio di adesione al mondo,
una sorta di adattamento alla superficie che procede per incontri, interrogativi e istanti, permettendo il riconoscimento di sè.


(Maestro GianLupo)

Ottavo Aforisma

Trova il modo di collegare la mente al cuore, e troverai il tuo modo pensante, il Dio che è in te.

(Giobbe, dedicato a Monik)

Nono aforisma

Saggio è colui che nelle risposte....trova l'enigma

(Yellow)

Decimo aforisma

Io dormo nel letto della montagna,
dove le fiamme gorgogliano e danzano;

Io mi annido
nella luce in fondo alle tenebre;

La dimora del mio riposo,
è nelle silenti profondità del mare;

Nelle foreste, dove lo stormire delle fronde,
è l'unico abitante,
ho posto la fine del mio cammino,
in attesa di un nuovo inizio;

Ed Io, mi abbandono
all'immensità dello spazio....


(Dago)
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GianLupo

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MessaggioOggetto: Re: STUDI, RIFLESSIONI E AFORISMI    Lun 18 Ott 2010, 13:12

Il bene e il Male:

Il Bene e il Male vengono concepiti diversamente dagli spinozisti e dagli aristotelici.

Infatti, per gli spinozisti questa nozione è totalmente relativa, per gli aristotelici, al contrario è un assoluto che trascende. Questo perché gli spinozisti preferiscono parlare di giusto e sbagliato. Ci sono delle cose e delle azioni che sono giuste per me, per un gruppo, per una società e altre che sono "sbagliate"...

Come possiamo decidere se un'azione o una cosa è giusta?

Un'azione è giusta quando conduce alla gioia e alla felicità, ossia nel momento in cui accresce le possibilità di esistere. Possiamo affermare che il giusto è quello che favorisce la crescita esistenziale di noi stessi, di un gruppo o di una società, ciò che è sbagliato, invece, è tutto ciò che "decade o corrompe" un individuo, un gruppo o una società.

Questo è molto importante perché ci differenzia decisamente dai credenti aristotelici. Questi, infatti, non hanno la facoltà di riflettere o mettere in discussione ciò che si fa, perché comunque ciò che è buono è sempre buono e ciò che è male sempre sarà tale.
Quindi basta seguire e obbedire a delle regole e a dei principi, e tutti andranno nel paradiso solare!

Non è il caso dello spinozista cosciente, il quale ha la consapevolezza che noi siamo intrappolati in un tessuto di cause ed effetti e che questa causalità può essere giusta per un essere vivente, per un altro può essere molto sbagliata.

Ai valori di Bene e Male si sostituisce la differenza qualitativa dei tipi d'esistenza "giusto" e "sbagliato":

>>> Giusto - o saggio o libero o forte - è chi si sforza di organizzare le soddisfazioni, di unirsi con chi si confà alla sua natura, di comporre i suoi rapporti con chi è combinabile ad esso e attraverso ciò aumenta la propria potenza. L'uomo giusto è, dunque, colui che cerca chi è giusto per sé e gli farà da sostegno nel suo sforzo di conoscere.

>>> Sbagliato - o schiavo o ignorante o inferiore - è chi vive di soddisfazioni casuali, si accontenta di subire gli effetti, finisce per soffrire e ad accusare di volta in volta che l'effetto subito si mostra avverso ed egli rivela la sua propria impotenza.
Tuttavia, a forza di soddisfare se stessi in modo così casuale, senza ragione e credendo che si possa andare avanti solo con molta violenza o un po' d' inganno, l'uomo a poco a poco rischierà di autodistruggersi attraverso l'ignoranza o attraverso la colpevolezza; giungerà a distruggere gli altri a causa del risentimento, diffondendo dappertutto la propria impotenza e la propria schiavitù, la malattia e i suoi veleni: non sarà più in grado di soddisfare se stesso e alcuni arriveranno addirittura a suicidarsi.

Moralizzare o giudicare gli atti in base ai principi del bene e del male significa non volere o poter comprendere l'ordine delle cause. Contro la Morale Aristotelica del bene e del male fondata su dei principi prestabiliti, gli spinozisti seguono un'Etica del giusto e dello sbagliato che cerca di comprendere le cause.

Quindi facciamo attenzione a non fare lo stesso errore degli aristotelici nel reinterpretare il bene e il male come concetti assoluti.
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GianLupo

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MessaggioOggetto: Re: STUDI, RIFLESSIONI E AFORISMI    Lun 18 Ott 2010, 13:13

L'Immanenza

Un Admor deve sapere parlare di alcuni concetti chiave quando si trova di fronte ad interlocutori critici o semplicemente curiosi.

La nozione base dello spinozismo è quella dell'Immanenza di Dio. Se non si comprende questo non si può essere spinozisti.
Significa che Dio è ovunque, in tutto e che niente può sussistere al di fuori di Dio.
Dio non ha creato il mondo, perché egli è tutto il possibile, tutta la realtà.
Tutto è già qui, ma in permanente divenire e rimescolamento creativo.

Possiamo ritenere un errore di concezione il fatto che si dona il nome di Dio al tutto.
In effetti si procede più lontano nel ragionamento: Dio, propriamente detto, è la causa di se stesso. Questo è così perché non essendo determinato da nessuna causa esterna ad esso, è totalmente libero.

La concezione di Dio per gli Aristotelici non è la stessa, in quanto è trascendentale, ossia avviene al di fuori di se stesso. Dio ha creato il mondo in un dato momento ed è in qualche modo accanto alla sua creazione. A dire il vero, però, nel Libro delle Virtù Dio è la materia dell'universo e solo dopo è visto come una persona che si rivolge alla sua creazione.
In breve ci sono delle contraddizioni nei loro racconti. Dall'immanenza iniziale si modifica in trascendenza.
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GianLupo

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MessaggioOggetto: Re: STUDI, RIFLESSIONI E AFORISMI    Mer 09 Mar 2011, 14:40

LA DIFFUSIONE DELLA DOTTRINA: SPINOZISMO CRITICO

dell'Admor francese Nicolas Eymerich de Tramecourt





Cittadini e cttadine, Shalom!


Io sono Nicolas Eymerich di Tramecourt, Spinoza Admor. Mi presento prima esporvi alcune nuove idee - probabilmente vietato dalle autorità locali - per alimentare il vostro pensiero critico e aiutare a capire le ingiustizie che si stanno consumando ogni giorno.




Innanzi tutto immagino che alcuni di voi non sappiano chi io sia. Gli Spinozisti sono dunque seguaci dello Spinozismo, che è la prima religione del Libro delle Virtù, la più antica. Possiamo raccontare molte migliaia di storie, e la nostra visione del mondo è più semplice dell'aristotelismo romano, che è uno scisma con lo Spinozismo. Gli Admor sono Spinozisti che hanno scelto il percorso di istruzione. Nel nostro percorso e nei nostri discorsi, noi cerchiamo di liberare gli uomini per permettere loro di avvicinarsi a Dio, o piuttosto Hashem - che in lingua spinozista significa "il senza nome" - o ancora l'Immanente! Se fin qui non vi è chiaro, non abbiate remore o dubbi a contattarmi!



Oggi andremo a disquisire della dimensione onirica dell'aristotelismo romano rapportato al pragmatismo Spinozista




Avete notato? La maggior parte dei testi su cui si fonda l'aristotelismo ci raccontano un sogno. Sono ricordi di sogni o incubi fatti da persone - di cui non possiamo dimostrare l'esistenza - che erano in connessione con il divino. Un sacco di sogni, l'immaginazione, e alla base di tutto, la volontà ideale. L'ideologia romana è quella di un mondo perfetto, dove la virtù, come definita dal diritto canonico, sarebbe un valore universale, dove i difetti sono vietati e buone azioni largamente diffuse.



Una società perfetta, una visione totalmente normativa su tutto, basato su regole, regole e ancora regole! Maggiore libertà, viva la felicità delle masse e i divini squilli di trombe.


Ma noi spinozisti sappiamo che il troppo bene, che i sogni e gli ideali sono troppo pericolosi per essere prerogativa esclusiva degli uomini. sappiamo che è il nome di concetti immaginari che gli uomini , abusando di una ragione difettosa - poichè riferito a principi inesistenti, ma che seducono più della realtà -si dedicano ad atti infami, a delle distorsioni che farebbero orrore - a loro stessi per prima cosa- se possedessero l'intera intelligenza (1)


Come spiegare le Crociate fallite, la soffocante burocrazia, la politica di reclutamento disastrosa, la scomunica sistematica di tutte le voci divergenti, il declino della fede e più generale della chiesa romana, se non per per questa dimensione onirica dell' Aristotelismo che rende uomini apparentemente sani di corpo e di spirito a passeggiare per i vicoli ciechi e prendere incomprensibili decisioni una volta che hanno indossato la tonaca da prete?


Pertanto, di fronte a questa inevitabile e annunciata sconfitta, noi Spinozisti cerchiamo di fare del nostro meglio per evitare il peggio, per evitare la fine del mondo o la sua negazione. Oh, non fatevi ingannare, la fine dei tempi non sarà il risultato della volontà divina, ma sarà la follia degli uomini logorati dal loro perseguimento di un ideale perfetto e onirico. Per evitare questo, niente di meglio che un pò di pragmatismo Spinozista.




Venite nelle nostre Scole. I nostri principi si basano sulla riflessione, i nostri testi fondamentali sono le edificanti biografie di Spinozisti conosciuti per le loro azioni. Il dogma Spinozista - se così possiamo chiamarlo - è lo studio della storia, l'analisi delle cause e delle conseguenze delle azioni intraprese, la valutazione oggettiva dei risultati. Lo Spinozismo è quasi una scienza! Noi facciamo ciò che è giusto, ciò che è necessario, non ciò che riteniamo essere moralmente superiore.
Con noi, non valori astratti e immateriali. Non vi è virtù da un lato e il peccato dall'altro. Una cosa può essere giusta oggi e sbagliata domani. Tutto cambia, e noi predichiamo l'adattamento alle circostanze, alla ricerca di risultati duraturi sulla base della realtà che cambia, piuttosto che l'impiallacciatura delle virtù immutabili che negano la realtà stessa. Non vi è la città ideale, non vi è il grande sogno di chiedere sacrifici lunghi e una rigorosa disciplina in cui la verità conduca insidiosamente in sottomissione e servitù.



Lo Spinozista è un uomo libero. Se lui rispetta le regole è perchè sopratutto ha imparato a giudicare le proprie azioni in modo da non sconfinare in quello che potrebbe danneggiare i più.
Lo Spinozista è un uomo giusto. Equo e imparziale, lui giudica in base a quanto egli può prevedere del futuro, gli effetti e il risultato sull'armonia del mondo, non su principi che permetterebbero ad alcuni di dominare gli altri.
Lo Spinozista è pragmatico, non prende necessariamente decisioni popolari e soddisfacenti, ma le prende pensando all' interesse generale, mai pensando ai fini personali.


Liberatevi dagli onirici sogni aristotelici, risvegliate la vostra intelligenza, la vostra comprensione del mondo per quel che è e non come la favola romana inventata, diventare interamente essere umano, il figlio orgoglioso della potenza divina. Diventate Spinozisti!


(1) "Qui il concetto è chiaro ora lui dice: stiamo attenti se diciamo che l'uomo possiede tutta l'intelligenza e formula dei concetti del tutto immaginati credendo che esprimano l' infinito: il rischio è di produrre azioni sbagliate, soprattutto se alla base di quel presupposto vi è una ragione sbagliata." (Nagid Gianlupo dall'Aquila)



Traduzione a cura della maestra d'arte Freyja
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GianLupo

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MessaggioOggetto: Re: STUDI, RIFLESSIONI E AFORISMI    Mar 12 Apr 2011, 22:32

Dello scorrere del tempo

Occorre comprende quanto segue: la distinzione che noi formuliamo tra causa ed effetto è un'illusione.

Non c'è né inizio, né fine questo è ciò che si chiamerà un groviglio di casualità, questo è ciò che si comprende da una “descrizione logicamente coerente”


La logica domina la fisica e non il mito della causa e dell'effetto.


L'ordine che noi imponiamo agli eventi è retto dal nostro punto di vista.

Un punto di vista bizzarro, a mio parere. La legge della fisica non saprebbe sottostare a ciò.

Tale è e tale dovrà essere la nostra nuova concezione del tempo.

Un insieme di avvenimenti in completa correlazione, connessi in maniera coerente.

Noi pensiamo che seguiamo il corso del tempo, ma questa non è che un'idea dataci.



Alcuni pensano che le cose avvengono ora, non dentro il passato o nel futuro.



"Ora", è “quando”? Coloro che dicono che "ora" è” questo istante”, girano in tondo al problema.


Ogni istante è “ora”, ovvero quando avviene.



La questione è allora sapere come si può misurare la velocità di spostamento da un'istante all'altro.


La risposta è che non si può sapere.


Qual è la velocità del passaggio del tempo?
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