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 I Testi Averroisti: Discrepantia Discrepantiae. Rivelazione e Commentario.

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GianLupo

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MessaggioTitolo: I Testi Averroisti: Discrepantia Discrepantiae. Rivelazione e Commentario.    Lun 06 Dic 2010, 15:08

“Sono emozionato. Sono onorato. Dobbiamo essere fieri di quanto sta per accadere.
Per la prima volta in lingua italiana potrete leggere e conoscere i testi averroisti.
Su suolo italico non esiste una comunità averroista e fino ad oggi i testi erano stati occultati al pubblico di lingua italiana.

Come spinozisti siamo felici di aver contribuito all'ampliamento della conoscenza, per noi significa avvicinarci alla liberazione e ad una maggior percezione del nostro Dio, ossia l'Immanente.

Un compito questo a cui non potevamo sottrarci.

I lettori così potranno assaporare le pagine di una religione sorella nei suoi due testi fondamentali: Discrepantia Discrepantiae: Rivelazione e Commentario.
La prima sarebbe la parola dell'Unico per bocca di Averroé, i precetti.
La seconda l'organizzazione della comunità e commenti comportamentali e militari.




Possiamo gioire oggi perché abbiamo donato all'umanità una parte di sé, la natura dell'Immanente si dispiega anche in questo modo.


Deus Sive Natura

Shalom,


Admor Nagid Gianlupo dall'Aquila


Nota di traduzione: il testo è stato tradotto dalla versione francese e la versione francese a sua volta fa riferimento alla versione in lingua turca. Chiedo ad altri di modificare e offrire nel tempo suggerimenti di traduzione . Ringrazio personalmente il Sinedrio spinozista internazionale per aver contribuito alla ricerca dei testi e in particolare alla Tzadik spinozista Seresa e all'ambasciatore imperiale spinozista Davidhause.



Ultima modifica di GianLupo il Lun 06 Dic 2010, 15:41, modificato 1 volta
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GianLupo

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MessaggioTitolo: Re: I Testi Averroisti: Discrepantia Discrepantiae. Rivelazione e Commentario.    Lun 06 Dic 2010, 15:09

DISCREPANTIA DISCREPANTIAE (RIVELAZIONE)


Traduzione a cura dell'admor spinozista Nagid Gianlupo dall'Aquila.
1458


Revisione della traduzione: il fedele averroista Guderian, 1459

- Parte Preliminare -


- Parte Preliminare -


Oh fedele! Mi chiamo Averroè. Qui, mi occorre riferire i fatti che mi sono arrivati.

Come tutti i giorni, mi ero seduto sotto un olivo, vicino a Cordova, per meditare sulla Ragione e la Fede. Il sole stava declinando sull'orizzonte. Poi, gli uccelli si sono zittiti, il vento è cessato, il sole si è velato. Delle grandi nuvole si sono riunite, al di sotto la mia testa.

Così, regnava un silenzio completo. Impressionato, mi sono alzato per portarmi avanti e guardare il cielo. Questo accadeva mentre delle fiamme sono apparse tra i rami del mio albero. Un fuoco senza fumo, un fuoco che non bruciava l'albero.

Affascinato, ho guardato l'olivo bruciare senza che si consumasse. Improvvisamente ho visto qualcosa di straordinario: nelle fiamme vi era un leone dall'andatura maestosa. Aveva delle ali e aveva tra le sue zampe un prezioso libro.



L'animale si mise a parlare. Una voce gutturale, una voce venuta da qui e da fuori. Mi sono messo in ginocchio e ho sollevato verso il cielo le braccia. Il leone si è rivolto a me per la prima volta, il 20 del mese di marzo, per la precisione.

Mi ha detto di parlare a nome dell'Unico e mi ha comandato di ritrascrivere il messaggio e di annunciarlo agli Uomini di buona volontà. Questo leone era corrucciato nel vedere ciò che gli infedeli avevano fatto della Fede, la vera fede.

L'Unico mi aveva scelto per ricostruire ciò che gli Uomini avevano deformato. Sono ritornato i seguenti giorni e lo stesso prodigio si è ripetuto. Ho scritto umilmente queste linee, con esattezza e senza inganno nessuno. Colui che crede in Lui, sarà salvato!

Nessuno deve dubitare!


Ultima modifica di GianLupo il Mar 26 Lug 2011, 12:43, modificato 4 volte
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MessaggioTitolo: Re: I Testi Averroisti: Discrepantia Discrepantiae. Rivelazione e Commentario.    Lun 06 Dic 2010, 15:10

Capitolo Primo: L'Unico



Versetto 1: Dobbiamo credere che l'Unico esiste, ma la sua vita non è come la nostra, perché la nostra comincia su questa terra con la nascita, finisce con la morte e riprende dopo. L'esistenza dell'Unico, Egli, non entra nei concetti del tempo e dello spazio.

Versetto 2: L'Unico non ha simili, questo vale a dire che non c'è altro creatore a parte Lui.

Versetto 3: Dobbiamo credere che l'Unico non ha principio. Questo attributo è dell'Unico solamente, e tutt'altro che l'Unico ha un inizio.

Versetto 4: Dobbiamo credere che l'esistenza dell'Unico non conoscerà mai una fine.

Versetto 5: Dobbiamo credere che l'Unico è quello che non ha bisogno di nessuno né di niente, ma tutti hanno bisogno di Lui.

Versetto 6: L'Unico sa tutto: il presente, il futuro, il passato, il nascosto, il visibile e l'invisibile, i destini di ciascuno. Conosce assolutamente tutto, niente sfugge alla Sua conoscenza.

Versetto 7: Dobbiamo credere che l'Unico ha la Volontà: tutto ciò che esiste e si produce è solamente per la volontà dell'Unico. Tutto ciò che l'Unico vuole, esiste, e tutto ciò che l'Unico non vuole non esisterà.

Versetto 8: Dobbiamo credere che l'Unico sente tutto, ciò che è vicino e ciò che è lontano da noi, né il rumore né la calma arrivano tramite l'udito: l'Unico sente tutto nell'assoluto. L'Unico sente senza organo, senza orecchio e senza strumento: il Suo Udito non è come il nostro. E' infallibile e incorruttibile

Versetto 9: Dobbiamo credere che l'Unico vede senza occhi, senza organo e senza strumento. Vede le cose lontane o vicine a noi. La sua Vista non cambia e non si modifica. Non c'è un momento dove qualche cosa sfugge alla Vista dell'Unico.

Versetto 10: Dobbiamo credere che l'Unico ha la Parola che è non è un suono, né una voce, né delle parole, né un linguaggio. Le rivelazioni che ha ricevuto Averroè sono l'espressione della Parola dell'Unico. Queste permettono di comunicare alle genti gli ordini, le interdizioni, le promesse, le minacce...

Versetto 11: Dobbiamo credere che l'Unico ha l'attributo della vita che non è come la nostra che ha bisogno dello spirito e del corpo per manifestarsi. L'Unico è il Vivente, ed è Egli che dà la vita.

Versetto 12: L'Unico è il Signore dell'universo. Non ha generato, né è stato generato. È il Creatore di ogni cosa. Egli ci dona spirito e cuore per valutare quanto siamo riconoscenti verso di lui, quanto lo adoriamo e quanto gli obbediamo. A lui appartiene tutto ciò che è nei cieli e sulla terra. Ed Egli è il Molto Alto, il Molto Grande.

Versetto 13: Dobbiamo credere che l'Unico non somiglia alle sue creature, perché il Creatore non somiglia a ciò che ha creato.










Ultima modifica di GianLupo il Mar 26 Lug 2011, 12:14, modificato 2 volte
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MessaggioTitolo: Re: I Testi Averroisti: Discrepantia Discrepantiae. Rivelazione e Commentario.    Lun 06 Dic 2010, 15:16

Capitolo Secondo : Cinque Arcate della Fede e Regole di Vita

Versetto 1: Oh Fedele! Ti occorre rispettare nella tua vita i precetti dell'Unico che sono stati annunciati dal Messaggero Averroè, benedizione sul suo nome.

Versetto 2: Il Fedele deve trattenere e deve ripetere all'epoca della preghiera il Credo: “l'Unico è il Creatore di ogni cosa. Averroè è l'Annunciatore, colui che Lo ha rivelato. "

Versetto 3: Il Fedele deve pregare due volte al giorno. Bisogna farlo al momento della levata del sole e del tramonto in direzione del Sud. Poiché è al sud che si trova la città santa Cordova che ha visto la nascita del Messaggero Averroè, benedizione sul suo nome.

Versetto 4: Il Fedele dovrà praticare l'elemosina verso i vagabondi ed i bisognosi tanto spesso quanto la sua condizione glielo permetterà. Ed è senza ostentazione nessuna che lo farà perché l'Unico vede tutto e sente tutto.

Versetto 5: Il Fedele dovrà praticare il digiuno durante il mese completo di Averroè. Non dovrà né mangiare né bere dall'alba al tramonto.

Versetto 6:Il fedele praticherà almeno una volta nella vita un pellegrinaggio a Cordova in Spagna, la grande città sacra dove il Messaggero Averroé ha visto la luce

Versetto 7:Che perisse in Inferno quello che non rispetta queste regole. L'Unico sente e vede tutto. È Onnisciente così come Saggio.

Versetto 8: Il Fedele non dovrà abusare di bevanda che proviene dalla fermentazione di un frutto, di una verdura o di un cereale. L'ebbrezza corrompe l'anima ed indebolisce il corpo. Difatti, predispone al peccato.

Versetto 9: Il Fedele non dovrà pervertirsi nei giochi, non parteciperà ai giochi di denaro o a concorsi dunque. Perché quella è l'opera del Senza Nome che dà speranze vane. Solo la preghiera e la fede nell'Unico salvano.

Versetto 10: Oh Fedele, conduci una vita sana, saggia e virtuosa. Così, il Giardino delle Delizie ti sarà aperto, e tu godrai eternamente dei piaceri.

Versetto 11: Oh Fedeli! Rispettate i vostri impegni. Vi sono permesse le bestie del gregge come nutrimento. Vi sono interdetti gli animali diversi da mucca, maiale, pecora e pesce. Consumare le altre bestie è solamente perversione.

Versetto 12: Oggi, gli infedeli disperano di deviarvi dalla vostra religione: non li temete dunque e temete Me.


Ultima modifica di GianLupo il Mar 26 Lug 2011, 12:17, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: I Testi Averroisti: Discrepantia Discrepantiae. Rivelazione e Commentario.    Lun 06 Dic 2010, 15:17

Capitolo Terzo: Il Destino


Versetto 1: Noi abbiamo mandato verso gli Uomini il Messaggero affinché gli si ubbidisca, perché tale è la Volontà dell'Unico.

Versetto 2:Oh Fedele! Il Messaggero lo annuncia. L'Unico non ha creato gli Uomini che per essere amato da essi.

Versetto 3: Tutto ciò che accade nell'universo è determinato già dall'Unico. Poiché Egli è Onnisciente.

Versetto 4: Per natura, l'Unico ha dotato l'uomo di numerose facoltà. Gli ha tanto dato la Volontà. E, ha scelto di dargli la libertà di agire perché tale è il suo buon piacere.

Versetto 5: E l'Unico ha tracciato per ciascuno degli Uomini delle strade differenti. Colui che che prende la buona strada, non lo fa che per sé medesimo. E ne sarà ricompensato. Quello che sbaglia non perde gli altri. Ma ne sarà dannato.

Versetto 6:Ascolta il Messaggero Averroè, benedetto sia il suo nome. In verità, ve lo dico, ci ha dato la volontà di scegliere la buona strada.

Versetto 7:Ci saranno dei segni e delle persone illuminate per guidarti. E, quelli che seguiranno i segni saranno salvati perché l'Unico è saggio, ed Egli sa accordare il Perdono.

Versetto 8: E, in quanto a quelli che saranno stati perversi, il loro rifugio sarà il Fuoco. Tutte le volte che ne vorranno uscire, saranno riportati, e noi diremo loro: “Assaggiate il castigo del Fuoco al quale rifiutavate di credere. " L'Unico farà loro assaggiare certamente quaggiù il castigo, prima del grande castigo finale ed eterno!


Ultima modifica di GianLupo il Mar 26 Lug 2011, 12:20, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: I Testi Averroisti: Discrepantia Discrepantiae. Rivelazione e Commentario.    Lun 06 Dic 2010, 15:17

Capitolo Quarto: Piaceri della Vita


Versetto 1: Tu che credi, apri interamente i tuoi occhi ed le tue orecchie. Perché l'Unico ha rivelato molte cose, ed egli è meraviglioso.

Versetto 2: Ha detto: “Se vi faccio ridere, mi amate di più, così vi rendo più ricettivi alle mie idee. E se posso farvi ridere di una cosa che ho detto, quando voi ridete, ne riconoscete la verità. "

Versetto 3: E, l'amore e l'amicizia, questo è ridere soprattutto con l'altro, questo è dividere il riso e l'amarsi. E l'Unico ha molto riso quando ha creato le cose e gli esseri su terra.

Versetto 4: Aprite le vostre orecchie Oh Fedeli! Il riso è il suono dello spirito. Certe risate sembrano stupide, come una moneta da un ducato che suona falsa.

Versetto 5: Che la dolcezza dell'amicizia sia fatta di risa e di piaceri condivisi: è ciò che ha voluto l'Unico. Benedizione gli sia resa.

Versetto 6: Non dimenticare soprattutto le mie parole, queste che ti trasmette il Messaggero Averroè, benedetto o il suo nome! Il riso è una cosa seria con la quale non bisogna scherzare.

Versetto 7: Felici coloro che hanno imparato a ridere di sé perché non hanno finito di divertirsi! E quello che crederà alle mie parole avrà la felicità.

Versetto 8: In verità, ve lo dico, la bellezza del mondo ha due lati, uno del riso e l'altro dell'angoscia. Quello che crede non avrà il suo cuore tagliato in due. Sarà salvato, e non può che essere solamente felice.

Versetto 9: È vero che una cipolla basta a far lacrimare le persone e che l'Unico non ha creato delle verdure per farle ridere. In verità, io ve lo dico, il riso è proprio dell'uomo, e morrà bene chi riderà ultimo perché avrà rallegrato il Creatore.

Versetto 10: E, tu Fedele che ami un altro Fedele con passione carnale. Non dimenticare questo: i piaceri dell'amore fanno dimenticare l'amore del piacere.

Versetto 11: L'Unico l'ha deciso: il piacere è il sovrano. Ci aiuterà a fuggire il dolore. E, l'uomo fin dalla sua nascita sarà alla ricerca del piacere. Così l'ha voluto perché è Onnisciente così come Saggio.

Versetto 12: Non dimenticare la parola del Messaggero, quello che parla a nome dell'Unico, sia lodato il suo nome. Perché è vero che il più delicato dei piaceri è far piacere agli altri.

Versetto 13: Ogni piacere è, per sua natura stessa, un bene, ma ogni piacere non deve essere ricercato. Allo stesso modo ogni dolore è un male, ma ogni dolore non deve essere evitato ad ogni prezzo.

Versetto 14: E l'Unico ci ha dato molto. E, ci ha insegnato che la tranquillità dell'anima proviene dalla moderazione nel piacere.


Ultima modifica di GianLupo il Mar 26 Lug 2011, 12:35, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: I Testi Averroisti: Discrepantia Discrepantiae. Rivelazione e Commentario.    Lun 06 Dic 2010, 15:18

Capitolo Quinto: Le Preghiere


Versetto 1: Oh Fedeli! Quando andate a pregare, lavate i vostri visi e le vostre mani fino ai gomiti. Passate le mani bagnate sulle vostre teste e lavatevi i piedi fino alle caviglie. E, se voi siete sporchi, purificatevi allora per un bagno. Se non trovate acqua, ricorrerete allora alla terra pura, passatene sui vostri visi e le vostre mani.

Versetto 2: Tu Fedele prega in ginocchio, a livello del suolo, le braccia aperte e leggermente rivolte verso l'alto. Che il tuo sguardo sia girato verso sud, perché è dal Sud che è venuto il Messaggero. Prega con umiltà e sincerità. L'Unico sa riconoscere il vero dal falso, il credente dal miscredente.

Versetto 3: La preghiera deve cominciare dall'omaggio all'Unico: “L'Unico è il Creatore di ogni cosa. Averroè è l'Annunciatore, quello che l'ha rivelato. In nome dell'Unico, che le benedizioni ed i saluti sugli Uomini si diffondano nel nome di Averroè. Unico, guida i Fedeli per trovare la salvezza.

Versetto 4: Alla fine di una preghiera, bisogna rendere omaggio all'Unico: l'Unico è il Creatore di ogni cosa. Averroè è l'Annunciatore, quello che l'ha rivelato. In nome dell'Unico, che le benedizioni ed i saluti sugli Uomini si diffondano nel nome di Averroè. “Unico, ispirami con la Tua ragione. "

Versetto 5: Il Fedele deve chiedere perdono all'Unico quando ha peccato. Deve pregare come segue: “Unico, Tu che sei la ragione, che non ha alcun compagno. Mi hai guidato, sono il Tuo Fedele, sono sottomesso ai Tuoi pensieri ed alla Tua volontà. Mi rifugio vicino a te contro il male che ho fatto, riconosco ciò che mi hai portato e tutto questo di cui mi hai colmato ed io riconosco il mio errore. Perdonami perché nessun altro che Te perdona i peccati. "

Versetto 6: La mattina, il Fedele reciterà ciò che segue: “Unico, in questo giorno che nasce, qualunque beneficio che mi arrivi e che arrivi a qualunque altra creatura, proviene da Te l'Unico e da Averroè. A Te la lode ed il ringraziamento.”

Versetto 7: La sera, il Fedele reciterà ciò che segue: “È nel Tuo nome, Unico, che io mi distendo***, ed è grazie a Te che io mi risveglio. Se prendi la mia anima, dagli la Tua ragione. Se me la lasci, proteggila con ciò con cui proteggi i Tuoi Fedeli rispettosi. "
* la versione francese è mancante di alcune parole, senza le quali è poco comprensibile
“que je pose mon flanc et c'est grâce à toi que je le relèv”


Versetto 8: Parimenti, il Fedele ringrazierà l'Unico per il pasto che gli offre.

Versetto 9: Oh tu che sei nel dubbio, domanda consiglio all'Unico e recita:
“Unico, mi rivolgo alla Tua Sapienza per prendere la miglior decisione. Ti chiedo di darmi la forza, perché sei Onnipotente**. Mi rivolgo alla Tua bontà, perché puoi tutto e io non posso niente. Sai tutto e io non so niente, sei il Grande, Conoscitore delle cose nascoste ed Averroè, il tuo Annunciatore.”
“Unico, se sai che la presente cosa (la si nomini), è un bene per me nella mia religione, nella mia vita presente e nella mia vita futura, nel mio lontano avvenire, destinala a me, facilitami nell'ottenerla e benedicila per me.
Se sai che il risultato del presente affare (lo si nomini), è per me un male nella mia religione, nella mia vita nel mondo e nel mio domani, scostalo da me e scosta me da esso. Decreta per me il bene ovunque esso si trovi, e fa' poi di me un uomo soddisfatto. "
** la versione francese è mancante di alcune parole, senza le quali è poco comprensibile
“Toi qui est Tout Puissant”


Versetto 10: Oh Fedele che devi intraprendere un viaggio, purifica prima il tuo corpo alla sorgente e la tua anima all'Unico.
Recita questo: “l'Unico è Ragione. (3 volte di seguito). Lode a colui che ha messo tutto ciò al nostro servizio, perché, da noi, con le nostre sole forze, non saremmo giunti. Sì, noi ci rivolgiamo a Te.
Unico, certo, ti chiedo di ottenere del bene, di ottenere pietà in questo viaggio e di compiere velocemente questo tragitto.
Unico, Tu sei il compagno nel viaggio, il sostituto per la famiglia.***
Unico, cerco certamente la Tua protezione contro le difficoltà del viaggio, contro una triste visione, contro ogni avversità del destino nella buonasorte e nella famiglia.
*** la versione francese è scorretta, risultando poco comprensibile
“Tu es le compagnon de voyage et le remplaçant dans la famille”


Versetto 11: Parimenti a te, Fedele che ritorni da un viaggio, ringrazia l'Unico di averti accordato protezione e vita salva.
Recita questo: “l'Unico è Ragione. (3 volte di seguito). Lode a colui che ha messo tutto ciò al nostro servizio, perché, da noi, con le nostre sole forze, non saremmo giunti. Sì, noi ci rivolgiamo a Te. Unico, certo, ti chiedo di ottenere del bene, di ottenere pietà in questo viaggio e di compiere velocemente questo tragitto.
Unico, Tu sei il compagno nel viaggio, il sostituto per la famiglia.***
Unico, cerco certamente la Tua protezione contro le difficoltà del viaggio, contro una triste visione, contro ogni avversità del destino nella buonasorte e nella famiglia.
Noi siamo coloro che ritornano, che si pentono, siamo gli adoratori ed all'Unico inviamo le lodi. "
*** la versione francese è scorretta, risultando poco comprensibile
“Tu es le compagnon de voyage et le remplaçant dans la famille”



Ultima modifica di GianLupo il Mer 27 Lug 2011, 19:35, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: I Testi Averroisti: Discrepantia Discrepantiae. Rivelazione e Commentario.    Lun 06 Dic 2010, 15:19

Capitolo Sesto: Annuncio, Giardino delle Delizie e Fuoco dell'inferno


Versetto 1: Quelli che credono che fanno delle opere pie , e che credono che la parola di Averroè sia la Verità dell'Unico, cancella loro le loro cattive azioni e migliora la loro condizione di vita.

Versetto 2: Quelli che sono dei miscredenti, e che tentano di disturbare l'opera dell'Unico, quelli che seguono il Falso, quelli tutti i giorni saranno castigati.

Versetto 3: Oh voi che credete! Se fate superare la causa dell'Unico, vi farà trionfare, ed Egli vi guiderà verso il Giardino delle Delizie.

Versetto 4: E, in quanto ai miscredenti, ci sarà una grande disgrazia per essi, ed Egli renderà le loro opere vane.

Versetto 5: Questo è perché l'Unico è buono, il Protettore di quelli che ha creduto buoni. Mentre i miscredenti non hanno protettore.

Versetto 6: Quelli che credono, e realizzano le opere dell'Unico, li farà entrare nel Giardino dove colano i ruscelli. E, quelli che miscredono, godono e mangiano come mangiano le bestie, il Fuoco sarà il loro luogo di soggiorno per l'eternità.

Versetto 7: Ho la descrizione del Giardino delle Delizie che è stato promesso ai credenti nell'Unico ed in Averroè, il suo Messaggero,: ci saranno là dei ruscelli di un'acqua non maleodorante, e dei ruscelli di un latte al gusto inalterabile, e dei ruscelli di un vino delizioso da bere, così come dei ruscelli di un miele purificato. E, ci sono là, per loro, dei frutti di ogni tipo, così come un perdono da parte dell'Unico. "

Versetto 8: Quelli saranno i beati. Saranno simili a quelli che si gettano nel Fuoco, e coloro che si sono abbeverati di un'acqua bollente chi lacererà loro le viscere?

Versetto 9: In verità, ve lo dico, non c'è divinità a parte l'Unico, ed implorate il perdono per i vostri peccati, così come per i credenti e le credenti. Conosce le vostre azioni sulla terra poiché è Onnisciente.

Versetto 10: Oh voi che credete! Ubbidite all'Unico. Ubbidite ad Averroè. E, non rendete inutili le vostre opere su terra.

Versetto 11: Certo, quelli che non credono ai Nostri Versetti, li bruceremo presto nel Fuoco. Ogni volta che le loro pelli saranno state consumate, daremo loro delle altre pelli in cambio affinché assaggino il castigo. Dio è Potente e Saggio!

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MessaggioTitolo: Re: I Testi Averroisti: Discrepantia Discrepantiae. Rivelazione e Commentario.    Lun 06 Dic 2010, 15:19


Capitolo Settimo: La Famiglia



Versetto 1: Oh uomini! Oh donne! Temete l'Unico che ha permesso alla specie umana di spargersi sulla Terra.

Versetto 2: È per il matrimonio che si concepisce la coppia. Gli sposi devono vivere nella Verità dell'Unico e di Averroè, il suo Messaggero.

Versetto 3: Non è permesso ad una donna di sposare che un solo uomo o ad un uomo che una sola donna. Perché bisogna temere di non essere giusto, se avete parecchie donne o parecchi uomini.

Versetto 4: E, i vostri beni di cui l'Unico ha fatto la vostra sussistenza, prelevate, per la vostra famiglia, cibo e vestiti. Poiché lo sposo deve provvedere ai bisogni della sua donna, e la sposa ai bisogni del suo uomo. L'Unico è Onnisciente. Punirà quelli che non rispetta questa regola.

Versetto 5: Che il timore afferrasse quelli che lasciano dopo di essi una discendenza debole, e che sarebbero indifferenti al loro argomento. Che temano l'Unico dunque, e che pronuncino delle parole giuste.


Versetto 6: Ho ciò che l'Unico vi ingiunge a proposito dei bambini. Al figlio e alla ragazza, una parte equivalente all'epoca dell'eredità. Questo è un ordine obbligatorio da parte dell'Unico, perché l'Unico è, certo, Onnisciente così come Saggio.

Versetto 7: S'imperversi contro quello che inganna il suo coniuge in seno alla coppia. Se si pente poi e si riforma la coppia, lasciatelo allora in pace. L'Unico sa accordare il suo perdono.

Versetto 8: Ma l'assoluzione non è destinata affatto a quelli che fanno delle cattive azioni nella coppia. Ed è per loro che abbiamo preparato un castigo infernale.

Versetto 9: Sono vietati agli uomini: le vostre madri, ragazze, sorelle, zie paterne e materne, ragazze di un fratello e di una sorella, madri che vi hanno allattati e sorelle di latte. Parimenti, sono vietate alle donne: i vostri padri, figlio, fratelli, zii paterni e materni, figlio di un fratello e di una sorella, e fratelli di latte.

Versetto 10: L'uomo e la donna nella coppia hanno autorità piena ed intera sui loro bambini. Tutto come l'Unico ha autorità completa sulla sua creazione.

Versetto 11: Agite con bontà verso vostro padre e madre, i vicini, gli orfani, il vicino vicino, il vicino lontano, il collega ed il viaggiatore, ed i poveri perché l'Unico non ama, in verità, l'orgoglioso, l'arrogante, quello che è avaro, e che ordina l'avarizia agli altri, e nascondono ciò che l'Unico ha dato loro per la Sua grazia. Abbiamo preparato un castigo avvilente per i miscredenti.

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MessaggioTitolo: Re: I Testi Averroisti: Discrepantia Discrepantiae. Rivelazione e Commentario.    Lun 06 Dic 2010, 15:20

Capitolo Ottavo: Del Cielo, degli Astri e dei Segni.


Versetto 1: Ho i versetti del Libro, e ciò che ti è stata rivelata per l'Unico è la verità. Ma la maggior parte delle persone non credono in niente. Quelli avranno il Fuoco per tormento.

Versetto 2: L'Unico è Quello che ha alzato molto alto i cieli senza pilastri visibili. Si è stabilito sul Trono e ha sottomesso il Sole e la Luna, e chiunque insegua la sua corsa verso un termine fissato, regoli l'ordine ed esponga i segni in dettaglio affinché abbiate la certezza dell'incontro con Lui.

Versetto 3: E, è Egli che fa in modo che la notte copra il giorno. Perché ha creato il Sole e la Luna, le grandi lumi del giorno e della notte. Sono complementari come lo sono l'uomo e la donna, la volpe ed il corvo o la cicala e la formica.

Versetto 4: È Egli che vi fa vedere il lampo che vi ispira timore e speranza. E, crea le nuvole minacciose. E, lancia i fulmini di cui raggiunge che vuole. E, i miscredenti che litigano a proposito dell'Unico mentre è temibile la sua forza.

Versetto 5: Oh Fedele! La Luna nasce nel cielo, vive nel cielo, muore e rinasce. E, farà continuamente ciò affinché ti ricordi che l'Unico, nella sua infinita bontà, ti ha accordato la vita, la morte e la rinascita.

Versetto 6: Se vuoi un figlio, concepiscilo durante la Luna pina. Se vuoi una figlia, procreala durante la Luna nuova. E parimenti, tagliati i capelli durante la Luna piena piena diventeranno forti e vigorosi. Tale è la volontà dell'Unico.

Versetto 7: Oh Fedeli! Sappiate, e ricordate che alla Luna discendente seminerete, e pianterete le vostre verdure con radici. Così nel momento della raccolta. L'Unico l'ha voluto così. È Saggio, e tu avrai solamente più gioia!

Versetto 8: Averroès, che il suo nome sia benedetto mille volte, l'ha annunciato! Ti occorre piantare le tue verdure a fogli quando la Luna sale nel cielo. E, dagli alberi dei giardini, raccoglierai i frutti. Ne sarà più sugoso solamente.

Versetto 9: E, è dalla luna che farà venire la pioggia. Farà in modo che gli animali delle acque crescano e decrescano con lei. Tale è la volontà dell'Unico.

Versetto 10: E, la donna, farà in modo che la Luna favorisca la sua fecondità. Perché l'ha posta nei cieli come un taglio che contiene il beveraggio dell'immortalità. E, la Luna sarà per la donna ciò che il Sole è per l'uomo.

Versetto 11: Io, Averroè, Messaggero dell'Unico, l'annuncio. Ha voluto vedere le acque salire e scendere, perché l'Unico ama il movimento. E, ha deciso che la Luna reggerebbe il flusso ed il riflusso, così sarà tale è il suo buono piacere.

Versetto 12: Manderà tra voi un essere capace di leggere i suoi segni. La Luna, le stelle, ed i pianeti saranno la Verità futura. E, comprenderà i presagi, parlerà agli uccelli, leggerà nelle carte e nelle viscere degli animali.

Versetto 13: Oh tu, Fedele dell'Unico! Parla, perché sai. Di' loro dove andate! E, quelli che ti seguiranno saranno salvati.

Versetto 14: In verità, ve lo dico, per tre giorni durante la Luna spariranno. E, temerete, gli infedeli, che non ritorni. Il Fedele, fiducioso nella sua Fede e nel Messaggero Averroès, benedizione sul suo nome, non dubiterà.


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MessaggioTitolo: Re: I Testi Averroisti: Discrepantia Discrepantiae. Rivelazione e Commentario.    Lun 06 Dic 2010, 15:21

Capitolo Nono: Le Persone del Libro


Versetto 1: L'Unico non ha creato i Cieli e la Terra e ciò che è tra essi che a buon diritto e, solamente per un termine fissato.

Versetto 2: E, di quelli che dice: “Siamo aristotelici. " Sappiamo qual è il loro impegno. Ora, non hanno compreso il senso del Messaggio. Le loro orecchie sono tappate dalla cera della vanità. Sappiamo che hanno suscitato tra essi il disaccordo e la gelosia fino al Giorno del Giudizio. Supremo.

Versetto 3: E, sempre gli aristotelici sogneranno il potere. E, sempre si mostreranno superiori. L'Unico il loro ricorderà loro ciò che facevano in quanto aristotelici. Nessuno sarà salvato e, la maggioranza sarà dannata.

Versetto 4: Oh persone del Libro! Aristotelici e, gli altri! Il nostro Messaggero, Averroè è venuto certo e, non avete voluto vederlo, ubriachi di sufficienza che siete! Una luce ed un differente Libro, chiarisci più vi sono stati dati dell'Unico! Prostratevi!

Versetto 5: Gli Aristotelici hanno detto: “Siamo i bambini di Dio, l'Unico, ed i Suoi preferiti. " Rispondi dunque: “Perché bruceranno dunque i vostri alluci per i vostri peccati nella Montagna del destino? " Siete solamente degli esseri umani di quelli che l'Unico ha creato. Scusatevi con chi castiga chi vuole. E, voi in particolare aristotelici, sarete molto arrostiti.

Versetto 6: Oh persone del Libro! Il nostro Messaggero, Averroè è venuto per illuminarvi dopo un arresto dei messaggeri. Oane fu la prima, Aristotele e Christos gli altri due. Averroè è l'Ultimo e l'estremo. È quello che porta la Verità pura. Perché, è detto che quello che parla da ultimo ha ragione!

Versetto 7: Abbiamo fatto scendere verso gli Uomini il Libro delle Virtù. Ma, gli Aristotelici non ne hanno compreso il senso e, l'hanno anche corrotto. Perché, l'Unico ha confidato loro la guardia del Libro e, l'hanno pervertito. Hanno cercato fortuna e onori.
Così, non temete le persone che ingannano il mondo, ma temetemi.


Versetto 8: Verrà uno di questi giorni un uomo che si dirà inviato dal Molto Alto. E certamente, porterà gli abiti di un prete aristotelico. E, poco a poco, sedurrà e, minaccerà. Disgrazia a lui perché, l'Unico lo castigherà. Il suo ventre gonfierà di bere l'acqua bollente della Montagna della Desolazione. Al finale, esploderà.

Versetto 9: Tutte le volte che gli Aristotelici accendono un fuoco per la guerra, l'Unico lo spegne. E, si sforzano di seminare il disordine sulla Terra, mentre l'Unico non ama i seminatori di disordine.

Versetto 10: Sta' attento all'aristotelica che ti paragona ad una creatura del Senza Nome! Perché, è lui il Senza Nome! Chiama all'odio e, l'odio è il Senza Nome! Ma, l'Unico guarda come un cane guarda la sua cagna. E, sarà dannato. La sua pelle bruciacchierà nel fuoco della Montagna della Desolazione. Per sempre.

Versetto 11: Se avessero applicato il Libro delle Virtù e, ciò che è sceso su essi da parte del Molto Alto, avrebbero goduto certamente di ciò che è al di sotto di essi e, di ciò che è sotto i loro piedi. Ci sono tra essi gli averroisti, un gruppo che agisce con rettitudine. Cattivo è ciò che fanno!


Versetto 12: Di': “Oh persone del Libro! Ci rimproverate questa cosa che credere nell'Unico, a ciò che si è fatto scendere verso di noi e, a ciò che si è fatto scendere prima? " La maggior parte di voi sono dei perversi. Dicono solamente: “Crediamo." Mentre sono entrati con miscredenza e, che ne sono usciti così così. E, l'Unico sa perfettamente ciò che nascondono, questa stessa miscredenza.

Versetto 13: Certo, avevamo mandato loro dei messaggeri. Ma, ogni volta che uno dei messaggeri viene loro con ciò che non desiderano più, ne trattano certi da bugiardi e, ne uccidono altri. Così, sono gli aristotelici che rifiutano la Verità.

Versetto 14: Christos. Era solamente un Messaggero. Alcuni messaggeri sono passati prima di lui. E, Averroè è venuto dopo lui per sigillare la Verità. Ma, gli aristotelici hanno creduto che Christos era l'ultimo perché, il loro spirito è delimitato ed a corta vista.

Versetto 15: Aristotelici, non esagerate in ciò che riguarda la vostra religione, opponendo alla Verità. Non seguite le passioni dei vostri che si sono smarriti prima di ciò e che hanno smarrito molte persone e che si sono loro stesse smarrite sulla diritta strada. Perché, l'Unico vi scuserà se ritornate alla ragione. E, vi castigherà con miglia e miglia di tormenti, se non lo fate.

Versetto 16: Quelli che non credono dicono spesso: “Non sei il Messaggero. " Di': “L'Unico ha mandato Averroè verso gli Uomini affinché siano salvati. E, quando brucerai di migliaia e migliaia di tormenti nel fuoco della Montagna della Desolazione, dirai: l'Unico aveva ragione! Quale miscredente fui! " E, piangerai sulla tua sorte per l'eternità!

Versetto 17: Così l'Unico l'ha voluto. Alcune pecore dirette da un Leone sono più temibili dei Leoni diretti da una pecora. Fedele, sta' attento alle sue giuste parole.

Versetto 18: Anche se il tuo nemico ti sembra essere un piccolo topo, sorveglialo come se era un leone. Non trascurare in niente quello che viene con le intenzioni malsane. Così occorre egli, dinanzi a te, sia sempre in guardia.












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MessaggioTitolo: Re: I Testi Averroisti: Discrepantia Discrepantiae. Rivelazione e Commentario.    Lun 06 Dic 2010, 15:21

Capitolo Decimo: Giustizia


Versetto 1: L'Unico ha fatto scendere verso di te, Fedele, il Libro con le chiavi ia tutte le verità, affinché giudichi le persone. Secondo ciò che Dio ti ha rilasciato. E, quelli che non giudica da ciò che l'Unico ha fatto scendere, questi sono degli ingiusti.

Versetto 2: Non appartiene ad un Fedele di uccidere un Fedele, salvo per errore. Chiunque uccida per errore un Fedele, digiuni di seguito due mesi per essere scusato dall'Unico.



Versetto 3: Chiunque uccida intenzionalmente un Fedele, la sua retribuzione sarà allora l'inferno, per rimanere eternamente. L'Unico l'ha colpito della Sua collera, l'ha maledetto e, gli ha preparato un grande castigo. Chiunque uccida intenzionalmente un infedele deve essere punito. Salvo in caso di guerra perché, il Giardino delle Delizie gli è però aperto.

Versetto 4: Chi rubi un bue, rubi un uovo perché, non c'è di molto trascurabile. Il ladro deve essere punito. Ma, se riconosce il suo crimine, che sia scusato a metà. Perché l'Unico può scusare.


Versetto 5: Oh i Fedeli! Osservate rigorosamente questa giustizia e, siate dei buoni testimoni. Interdizione di menzogne come l'Unico ordina, fu questo contro voi stessi, contro vostro padre e madri o vostri vicini. Fermate le passioni, per non deviare della giustizia, dunque. Se portate una falsa testimonianza o, se lo rifiutate, sappiate che l'Unico è perfettamente da conoscitore di ciò che fate.






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MessaggioTitolo: Re: I Testi Averroisti: Discrepantia Discrepantiae. Rivelazione e Commentario.    Lun 06 Dic 2010, 15:22

Capitolo Undicesimo: Guerra


Versetto 1: Ti abbiamo mandato, Averroè in quanto testimone.Annunciatore della buona notizia affinché i Fedeli credano nell'Unico e certamente, nel Suo Messaggero. Che li onorino, che comprendano la loro dignità e, che li glorifichino tutto il giorno.

Versetto 2: In verità, la vittoria in guerra sarà splendente. Affinché siano castigati gli ipocriti e, quelli che pensano del male del molto Alto. Affinché siano condannati quelli che non credono nel Messaggero, Averroè. Che il destino cada su di essi. L'Unico è corrucciato contro di essi, li ha maledetti e, ha preparato loro l'inferno. Quale cattiva destinazione!


Versetto 3: All'Unico appartengono gli eserciti dei Cieli e della Terra. E, è Potente e Saggio.

Versetto 4: Quando incontrate in combattimento i miscredenti, colpiteli. Poi, quando li avete dominati, incatenateli. Poi, questo è o la liberazione gratuita, o il riscatto, finché la guerra depositi i suoi fardelli. Sia così. Perché, se l'Unico lo volesse, si vendicherebbe Sé stesso contro di essi. Preferisce provarvi gli uni per gli altri. E, quelli che saranno uccisi nella strada dell'IUnico, non rendernno mai vane le loro azioni. Li guiderà e, migliorerà la loro condizione di vita e, li farà entrare nel Giardino delle Delizie, che farà conoscere loro.

Versetto 5: Quelli che sono stati lasciati indietro alla guerra dicono: “I nostri beni e, le nostre donne ci hanno trattenuti: implora per noi il Perdono dunque. " Dicono con le loro lingue ciò che non è nei loro cuori. Quelle sono delle persone perse.

Versetto 6: In quanto a quelli che partono per la guerra, saranno chiamati contro le persone di una forza che temono tutti. E, li combatteranno a meno che questi miscredenti non bacino l'Averroismo. Poi, li vinceranno. Tale è la volontà dell'Unico.

Versetto 7: Se ubbidite, l'Unico vi darà una bella ricompensa. E, se vi allontanate come vi siete allontanati prima, vi castigherà di un castigo eterno.

Versetto 8: Nessun lamento nel divenire cieco, malato e, o altro E chiunque ubbidisce all'Unico così come al Suo Messaggero, Averroè, lo farà entrare nel Giardino di sotto che cola infinitamente di ruscelli. Chiunque si allontani, lo castigherà di un infame castigo.

Versetto 9: Quelli che combatteranno avranno la vittoria così come un bottino, frutto dei loro sforzi.

Versetto 10: È l'Unico che ha mandato il Suo Messaggero con la religione di Verità che è l'Averroismo per farla trionfare su ogni religione differente.

Versetto 11: Averroè è il Messaggero dell'Unico. E, quelli che sono con lui sono duri verso gli infedeli e, misericordiosi tra essi. L'Unico promette a quelli di essi che credono e, fanno delle domestiche opere, delle Delizie e, un'enorme ricompensa.
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MessaggioTitolo: Re: I Testi Averroisti: Discrepantia Discrepantiae. Rivelazione e Commentario.    Lun 06 Dic 2010, 15:22

Capitolo Dodicesimo: Fine dei Tempi e Giudizio Supremo


Versetto 1: L'Unico ha mandato Averroè per trasmetterci le Sue Parole. Come ricordarci di adorare solamente Egli e, per insegnarci come seguire la Sua via divina.

Versetto 2: Nell'avvenire, quando l'ordinerà, i Cieli si spaccheranno, le stelle esploderanno e, i pianeti cadranno del cielo. Così, il mondo giungerà alla sua fine. Da allora, L'Unico ci riporterà alla vita per giudicarci, ricompensarci o punirci per ciò che avranno compiuto su Terra.

Versetto 3: In questo giorno, le persone che avranno adorato un dio qualsiasi o degli elementi differenti di un dio, sarà molto addolorato. Come quelli che non avranno creduto al discorso di Averroè. Solamente, quelli che avranno ascoltato le parole dell'Unico e, avranno vissuto secondo il bene di tutti, saranno felici.

Versetto 4: Quando il cielo si strapperà sull'ordine dell'Unico e, che la Terra sarà livellata da una parte all'altra, rigetterà le morti che sono nel suo seno: Oh Fedele! Tu che te ti sforzi senza pausa di essere puro, lo vedrai.

Versetto 5: Quello che riceverà il Libro dei Libri nella sua mano, sarà sottomesso ad un Giudizio semplice e, tornerà felice vicino alla sua famiglia per sempre.

Versetto 6: In quanto a quello che riceverà il Libro dietro la sua schiena, invocherà la distruzione su di sé e, brucerà in un fuoco ardente. Perché, era tutto gioioso tra i suoi e, pensava che mai non sarebbe risuscitato. Ma no! L'Unico l'osservava certo, perfettamente. E, per la sua disgrazia, l'Unico il punitore del castigo eterno.

Versetto 7: Il dannato. Quello che è condotto nel mare, nella Montagna della Desolazione, quella di cui nessuno conosce il luogo, quella che brucia di un fuoco continuo. Gli dispiacerà di non essersi prostrato davanti alla Divina Farmacopea quando ne aveva l'opportunità.


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MessaggioTitolo: Re: I Testi Averroisti: Discrepantia Discrepantiae. Rivelazione e Commentario.    Lun 06 Dic 2010, 15:23

DISCREPANTIA DISCREPANTIAE (COMMENTARIO)


Traduzione a cura dell'admor spinozista Nagid Gianlupo dall'Aquila.
1458



- La Divinazione -

" Manderà tra voi un essere capace di leggere i suoi segni. E la luna, e le stelle, ed i pianeti saranno la Verità futura. Ed egli comprenderà i presagi ed egli parlerà agli uccelli ed egli leggerà nelle carte e nelle viscere degli animali "


Io, Abú Al-Walìd Ibn Ruchd, che i fedeli chiamano Averroè, dico pace e saluto. Ho qui l'insegnamento che porto alla tua conoscenza. Fanne un uso ineccepibile.

L'Unico ha confidato alle persone le capacità di vedere il destino: sono i Custodi della Fede. Il “Mantique” è allora l'appannaggio di un gruppo che ha deciso di dedicare la sua vita allo predicazione ed alla diffusione del Fede Averroista. Che queste persone siano benedette dall'Unico.

Il parola "oracolo" designa il messaggio mandato dall'Unico, ma ciò che non trasmette la parola divinatoria. Grazie a quello che è chiaroveggente. L'oracolo permette di definire ciò che è buono o no per l'insieme dei Fedeli. Così, il Custode sa quale è l'area di un tempio, la data del Dakala, difendere le persone in guerra...

Ciò libera l'uomo dall'indecisione e dall'apprensione poiché il destino è sottomesso alla volontà dell'Unico. Ma capita che voglia favorire l'azione di quelli che gli è fedele. Ha dato la vittoria ai suoi talvolta. Ha tanto dato la vittoria agli infedeli per provare la Fede degli Averroïsti. Tale è la Sua Volontà. E nessuno può scappare lì.

Io, Averroè, raccomando che l'oracolo sia preso prima dalle cerimonie religiose. Che il Fedele che dubita venga a consultare il Custode della Fede che potrà aiutarlo. Che l'infedele devi da questa scienza che non gli è riservata.

Così ha voluto l'Unico. Che ne sia così.


I Custodi della Fede sono predestinati alla divinazione dunque. Molto giovani, scoprono in sé questo talento.

Quando un bambino parla: “Non voglio mangiare la mia zuppa ", non occorre in nessuno modo costringerlo poiché se pronuncia queste parole questo è che sente intorno a lui una minaccia importante: “Sarai privato di dessert ". E provare così una sensazione tanto precisa del pericolo e non provare la sua reazione di istinto, ma perché è ispirato dall'Unico.

Il Custode della Fede sarà celebrato, molto rapidamente ad una scuola di divinazione nella sua scelta. Egli si specializzerà per meditazione, studio e riflessione personale. Egli si ridonderà in modo regolare. L'obiettivo primo è di rispondere alle interrogazioni dei Fedeli, ma anche a queste che può riguardare l'insieme del gruppo.

È a notare che l'oracolo chiede spesso di essere interpretato.
Il chierico è solamente il portatore del messaggio e non il suo creatore. E mai, mai e poi mai, un Custode della Fede non dirà mai: “il mio oracolo è certezza!”. L'Unico è birichino e si prende gioco delle sue creature ogni tanto.


Ultima modifica di GianLupo il Lun 06 Dic 2010, 15:27, modificato 3 volte
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MessaggioTitolo: Re: I Testi Averroisti: Discrepantia Discrepantiae. Rivelazione e Commentario.    Lun 06 Dic 2010, 15:23

- L' Hashishin -


Io, Averroè, vi annuncio questo affinché ne prendeste coscienza.

La comunità è minacciata senza tregua e si è data i mezzi per difendersi. Da una parte con la parola. Altra parte con le armi. Tra i hazams, si trovano i migliori che si chiamiamo Hashishins.

Questi uomini e queste donne rispondono ad un codice di vita molto rigorosa, è un onore essere ciò che sono. Quello che sceglie questa giusta via è pronto a dare la sua vita per la sua Fede nell'Unico, benedetto o il suo nome, mille e mille volte.

L' Hashishin non ha paura della morte e prepara il suo spirito, giorno e notte, per questo momento. Quando lui si troverà all'incrocio di parecchie strade, non deve pensare a raggiungere un obiettivo; non è il momento di fare dei piani. Poiché tutti preferiamo la vita alla morte e se c'analizziamo, se facciamo dei progetti, ci sceglieremo la strada della vita.

Ma se l Hashishin manca lo scopo e resta in vita, in realtà sarà un codardo e meriti di essere disonorato. Questa è una considerazione importante. Ma se l' Hashishin muore senza raggiungere un obiettivo, la sua morte potrà essere la morte di un cane, non ci sarà nessun compito sul suo onore. Perché nel codice dell' Hashishin, l'onore viene per primo, ma anche il sacrificio verso la sua comunità.


Perciò, che l'idea della morte sia impressa nel suo spirito ogni mattina. E quando la sua determinazione nella morte in qualunque momento sia, avrà trovato una casa stabile nell'anima, avrà raggiunto la cima della perfezione e l'Unico l'accoglierà al Giardino delle Delizie.

In verità, ve lo dico. Rispetto agli Hashishins!
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MessaggioTitolo: Re: I Testi Averroisti: Discrepantia Discrepantiae. Rivelazione e Commentario.    Lun 06 Dic 2010, 15:24

- Leone Averroista -


Io, Abú Al-Walìd Ibn Ruchd, che i fedeli chiamano Averroè, dico pace e saluto. Ho qui l'insegnamento che porto alla tua conoscenza. Fanne un uso ineccepibile. Attraverso il leone alato, l'Unico ha scelto di rivolgermi la sua parola. Mi sono chiesto molto tempo quale ne erano le ragioni.

Perché un leone, e non l' Unico in persona? Perché questa bestia, questo re? E perché un leone irreale, con un paio di ali?
Questo rispondo o tento di rispondere. Poiché il Fedele deve conoscere il punto di vista e lo stato d'animo di quello che fu l'eletto. L'Unico non si presenta a noi perché lo farà solamente nel giorno del Giudizio Supremo dove gli uomini saranno divisi tra i beati e gli infelici.

Non si può vedere l'Unico poiché è purezza e la nostra anima non è sufficientemente virtuosa per avvicinarsi. È invisibile poiché l'uomo non può vedere la perfezione. Infine, è indiscernibile, così sarà tale il suo buono piacere. E l'Unico si è divertito mandando un uguale intermedio tra Egli ed i Messaggeri.




Ha scelto il leone perché è il più meraviglioso degli animali. Sicuro di lui e affidabile, è ciò che è. Protegge la sua famiglia e regna sulla Creazione. È temuto e temibile. Alla fine, ha dotato questo leone di ali, perché come avrebbe potuto fare il viaggio dal Sole se non le avesse avute?

Oramai, il leone alato è il simbolo della comunità. È per questo che il leone è venuto, il Messaggio è che egli annuncerà il Giudizio Supremo. Che la forza del leone ed il suo coraggio dimorino in noi, qualunque sia il nostro ruolo in seno all'alleanza, che il suo soffio illumini i nostri pensieri, che le sue parole aiutino i nostri passi e i nostri atti.

In verità, ve lo dico. È meglio vivere una giornata come un leone che gli anni come una pecora.
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MessaggioTitolo: Re: I Testi Averroisti: Discrepantia Discrepantiae. Rivelazione e Commentario.    

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