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 Teoria del Fronte Umanista di Nagid Gianlupo dall'Aquila

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GianLupo

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MessaggioTitolo: Teoria del Fronte Umanista di Nagid Gianlupo dall'Aquila   Sab 25 Dic 2010, 16:32

Teoria del Fronte Umanista
Di Nagid Gianlupo dall'Aquila




Potete visionare copertina e parti del libro semplicemente aprendo queste parti:

Copertina del libro

Prima Parte

Seconda Parte

Terza Parte

Quarta Parte

Quinta Parte

Sesta Parte




Premessa

Davanti all'attacco frontale sferrato dai fautori delle liberalizzazioni contro le protezioni sociali dei lavoratori che perdono la propria umanità; davanti alla cultura oltranzista delle discriminazioni e delle falsità, del verticismo politico e oligarchico, delle tendenze tiranniche di qualsiasi persona; davanti alla diffusa cultura elitaria che vede nei cittadini un mero strumento di voto per raggiungere i propri interessi personali e di prestigio; davanti alla proliferazione della cultura della morte che riduce l'essere umano a strumento o subordinato alle passioni di poche persone, molte persone ci dimostrano nell'azione di tutti i giorni che l'indignazione è il primo moto dell'animo che nobilita e mobilita l'uomo.

L'uomo, dunque, diviene il centro dell'azione del rinnovamento e rivoltamento dello stato di cose presenti. Al centro della riflessione dobbiamo porre l'uomo con i suoi sentimenti, le sue emozioni, i suoi desideri e i suoi bisogni in una prospettiva comunitaria e collettiva. Vi è bisogno di spensierata leggerezza nell'affrontare le ingiustizie, dolcezza e tenerezza dinanzi alla violenza e il sopruso, il sorriso e la voglia di condividere le esperienze tenendo conto delle differenze davanti al terrore e all'intrigo.

L'uomo deve essere trasparente tracciabile e accessibile, mostrarsi nella sua umiltà,disponibilità e competenza: l'uomo spazzerà via le simulazioni, le clientele e i poteri occulti che oligarchicamente tramano alle spalle delle persone.

I diritti

I diritti sono poteri che permettono all'uomo di affermare la propria esistenza.
I diritti sociali, politici e religiosi, sono dunque poteri individuali e collettivi ottenuti tramite un patto fondativo con lo Stato o tra le persone di una comunità.
I diritti dunque devono essere ripartiti egualmente tra le persone, poiché la disuguaglianza genera tristezza e sofferenza dei più.


La libertà

La libertà non è un vessillo e non è uno stendardo. La libertà non è la qualifica dell'economia o della tirannia come molti sostengono; la libertà è la condizione naturale dell'uomo in società, lo stato di allontanamento dall'ignoranza, dalla schiavitù, infine la libertà è espressione non censurata del proprio pensiero e che si fonda sul rispetto della diversità d'opinione.
La libertà praticata supera ogni costrizione, la libertà del pensiero non può essere soffocata.
La libertà va praticata e diffusa nelle case, nelle contrade, nei Municipi, nelle Provincie e negli Stati.

Il raggiungimento della libertà passa per la felicità e la gioia, la conoscenza e l'affetto.
Gli uominie le donne devono essere totalmente libere.

Il dissenso

Alla luce di quanto espresso, la denuncia della verità è un mezzo e non un fine: il dissenso è il luogo fittizio attraverso il quale bisogna passare per prendere coscienza delle cause delle ingiustizie profonde di cui soffre questo mondo.
Il dissenso è la forma più alta di espressione della propria libertà di essere umano che sulla ragione fonda il suo essere.
Il dissenso finalizzato alla giustizia collettiva e non individuale è il compito di un'umanista.
Detto questo, possiamo affermare che il dissenso e la sua espressione, sono la manifestazione dello stato di salute di un determinato ordine statuale.

Libertà e dissenso sono il fondamento dell'uguaglianza sostanziale tra le persone, un'uguaglianza dettata dall'unione tra le diversità culturali di un determinato territorio.


L'uguaglianza

L'uguaglianza può essere sociale, politica e religiosa.
L'uguaglianza sociale e religiosa deve essere sancita da quella politica.
Tali uguaglianze permettono di vivere in comunità serenamente e senza sofferenze.

I diritto dei cittadini alla libertà, al dissenso e all'uguaglianza devono essere alla base di un movimento di pensiero che si prefigge la felicità per tutti e tutte.



La Repubblica Umanista

La Repubblica appare il sistema migliore per garantire tali esigenze.

Nella Repubblica tutti si aiutano con gli altri e tutti governano, se qualcuno s'innalza troppo gli altri possono assieme correggere tale atteggiamento tirannico, Il popolo deve poter dire la sua, mentre i governanti devono giurare di proteggere le libertà di tutti e tutte le cittadine.

Le imposizioni e le censure sono un prezzo troppo alto per la pace sociale che non possono esser pagati.

Necessario si rivela il libero uso della ragione in libero Stato, il libero professare la religione in un libero Stato, libertà sociale orizzontale in libero Stato.
Le gerarchie si sgretolano perché il cooperativismo è l'azione fondante.

I Municipi sono i laboratori di sperimentazione e che trainano il rinnovamento della società.

I cittadini nella loro collettività, in maniera indistinta, sono gli unici detentori della sovranità: i principi, i re e i consiglieri sono strumenti rappresentativi di quella sovranità

Il fine ultimo dello Stato non è quello d'imbrigliare l'uomo con la paura o far sì che egli sia sottomesso o inferiore agli altri; lo Stato sorge per liberare i cittadini da ogni paura.


Nostro diritto naturale è l'esistenza e la felicità, in una forma umanista-repubblicana del governo di tutti per tutti, potremo avvicinarci alla libertà naturale. Un movimento repubblicano e libertario è umanista, ossia per la giustizia: non importa chi è a favore e chi contro.
Prima di tutto guarda all'essere umano, alle sue emozioni e i suoi sogni: tutti possono contribuire all'emancipazione dell'umanità nel suo insieme.


L'Esercito Repubblicano

L'Esercito umanista è il braccio armato di qualsiasi soggetto statuale umanista..
A lui compete la difesa e la liberalizzazione dalle ingiustizie, criticando sempre l'uso delle armi che mai deve avvenire se non per auto-difesa o solidarietà attiva per popoli indifesi.



Il Fronte Umanista

È nostro compito, quindi, costruire uno spazio mentale e fisico in cui al di là delle diverse appartenenze politiche, sociali e religiose gli esseri umani si possano incontrare per realizzare la bellezza dei sogni.

Partiamo dalle piccole cose, dai piccoli gesti quotidiani. Recuperiamo l'affetto per gli altri e così oi saremo il loro effetto.

Non dobbiamo temere di disobbedire a norme ingiuste, non dobbiamo temere d'indignarci.

Non dobbiamo aver paura di agire quando la vita dei nostri amici o del nostro vicino che non conosciamo è in pericolo.

Costruire un fronte umanista significa liberare energie di ogni tipo capaci recuperare e trasformare le nostre comunità. Non dobbiamo aver paura di autorganizzare la nostra comunità cittadina quando questa è sotto attacco, non dobbiamo fermare le azioni di solidarietà.

Non fermiamoci. Il Fronte umanista dunque è un pensiero. Un'idea di società che è in divenire, che guarda all'uomo come il centro dell'Universo: uomo che è anche natura. Uomo e natura dunque si ritrovano al centro delle nostre riflessioni e azioni.

Partecipare alla costruzione di questo pensiero significa costruire sé stessi. Ognuno di noi deve aver e ogni giorno in mente la responsabilità, a prescindere dal proprio ruolo, che ha nei confronti dei propri concittadini.

Costruiamo la comunità umana.

Allora camminiamo umanisti, camminiamo domandando!

Andiamo Umanisti !Gridiamo alla luna e al sole la nostra esistenza.

Apriamoci come le rose e pratichiamo l'umanità!
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