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 CANTO DELLA DIVINA COMMEDIA
LIBERAMENTE RITRASCRITTO, POI CORRETTO IN ROMANESCO E RIVIST di Sir Binyamine Loscobus 


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GianLupo

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MessaggioOggetto: CANTO DELLA DIVINA COMMEDIA
LIBERAMENTE RITRASCRITTO, POI CORRETTO IN ROMANESCO E RIVIST di Sir Binyamine Loscobus 
   Sab 15 Gen 2011, 16:55

CANTO DELLA DIVINA COMMEDIA
LIBERAMENTE RITRASCRITTO, POI CORRETTO IN ROMANESCO E RIVISTO
di Sir Binyamine Loscobus 


Conservato presso la biblioteca spinozista




Potete visionare copertina e parti del libro semplicemente aprendo queste parti:

Copertina del libro

Prima Parte

Seconda Parte

Terza Parte

Quarta Parte

Quinta Parte

Sesta Parte

Settima Parte





CANTO DELLA DIVINA COMMEDIA
LIBERAMENTE RITRASCRITTO ,POI CORRETTO IN ROMANESCO E RIVISTO
Dal vostro umilissimo poeta Sir Binyamine Loscobus



Sto per narrarvi una storia che ebbe inizio verso i primi quaranta anni e di come il principale protagonista si ritrovò in una selva oscura a sua completa insaputa 
Pur essendo un boy scout e con il grado di lupetto.



Ebbene in quel momento ebbe veramente paura ma comunque cercherò di narrarvi quello che gli è accaduto.

Camminando e cantando lasciai la valle e dopo essermi riposato, anzi addormito come direbbe quarchiduno, cominciai a salire e mentre ero intento a cogliere margherite per la mia adorata bea non ti sbuca fori da una tana lonza e poteva essere anche un prosciutto , e c'aveva una pelliccia maculata ( maculata vordi , una macula si e una no, o come un leopardo che s'è lavato a pezzi).Faccio pe scanzalla e dietro te trovo un leone affamato , e che cacchio , proprio a me che son nel mezzo del cammin della mia vita , me te voi magna ?



Scanzo er leone e subito dietro di lui , nun ce sta una lupa che stava a allattà Romolo e Remo.
Con questa sete un po' di latte lo berrei volentieri, ma i due gemelli che sembravano due jene me lo hanno impedito.
Fortuna che so core forte se no chissà che fine avrei fatto corretti tanto ma tanto che stramazzai al suolo e appena me rialzai vedetti una specie d'ombra
che me disse :
Non sono uomo , ma uomo fui.
 Aho te evi spiega bene eri un omo o eri na femmina ? Te devi decide .
Una voce profonda disse : me chiamo Virgilio .
Allora sei un omo , meno male , vorrà di , che ciavrò un compagno de viaggio pe prosegui sto cammino.




Certi che in due il tempo passa prima ,
un po' perché se parla de qualcosa , tipo che ha fatto a roma domenica ?Un po' perché se parla de un certo Enea un coatto già strabi de suo, visto che veniva da Troia , e con un padre che se chiamava Anchise (Aho Anchise ,mica Gennaro o Pasquale) e un de fio che se chiamavo Ascanio , t'ho detto tutto.

Non ce crederete ma prima di entrà all'inferno ce fermammo pe fa uno spuntino e un oste facemmo arrabbia perchè volevamo uno sconto sul conto che ce sembrava esagerato, ce disse :
'ma andatevene all'inferno!.


Io che so Dante , e dico Dante, mica uno qualsiasi e non credo a stè cavolate , me so dovuto ricrede subito perché un cartello stradale citava : Benvenuti all'inferno.

Pe arrivacce, (all'inferno) uno posto che tutti i villaggi turistici consigliavano a chi piaceva vivere al caldo senza umidità con grossi risparmi pe nun dovè comprà la lampada abbronzante UVA, embè pe arrivacce bisognava attraversa un ruscello (chiamalo ruscello) se chiamava fiume infernale e pe passa dall'altra parte bisognava prenne un barcone e pure a pagamento.

Nianche a fallo apposta Virgilio detto er taccagno o detto Paperon de Paperoni, disse subito : io nun ciò un fiorino (figuramose una lira o un euro), ma comunque sto fiume bisognava attraversallo.

Mi feci coraggio e gridai: ehilà messere barcarolo, che, per caso, le andrebbe de tragettacce sull'atra sponda ?
E mentre stavo mettendo mano al mio portafoglio fatto a chiocciola (mi si dice che so parsismo)
sento che dalla barca arriva un fioco gridaccio : a Dante nun te ricordi de me ? So Caronte !!!
A li mortanguerieri tua, Caronte, er centravanti della Fiorentina dove io facevo l'allenatore e scusate se l'ho scoperto io come giocatore, pe certe cose ciò NASO.
Pure sta vorta er portafojo è salvo. Traghettace dellà che te presento Virgilio , si hai capito bene, quello cha ha scritto quel mattone de l'Eneide che si nun era pe lui a scola se sarebbe studiato molto ma molto meno 


Dante: Comunque bando alle ciance , io sto librone divino lo devo scrivere, famose coraggio.


Narratore: a questo punto il sommo scese dal primo al secondo cerchio.


Qui si erge in modo spaventoso Minosse, ringhiando continuamente all'ingresso del cerchio, esamina le colpe dei dannati, li giudica e li invia al loro rispettivo cerchio che indica avvolgendosi la coda intorno al corpo.
Minosse: a sommo certo che na coda come la mia nun ce l'ha nessuno !


Dante: a Minò ma tutte stè anime devono soffri cosi ar buio, non potresti accenne n'à lampadina cosi da vede sti poracci ? Tanto a bolletta mica la paghi tu , ce pensa er principale tuo !


Minosse:Dante, un consiglio da amico : nun te fidà de nessuno ,per questo se chiama governo , cioè inferno'

Virgilio :ma fatte l'affari tua! Vuolsi cosi cola dove si puote cio che si vuole , e non dimandare !


Dante e Minosse : ehhh ???


Virgilio : ce da fa passa


Dante e Minosse : Ahhh
Minosse : calma ,ce sta a crisi , ed er principale mio , che cià sempre un diavolo per capello , nun se fa tanti scrupoli a licenzia gli impiegati.


Narratore: Compresi subito le intenzioni , e mini mano ar portafoglio, che si alleggeriva sempre di più.




Narratore : Dante e Virgilio arrivano al secondo cerchio ,quello dei lussuriosi


Dante : anvedi ce sta Cleopatra ! A regina d'Egitto!


Virgilio : Cleo , era n'à vera spendacciona, ma a colpa n'era sua, era de Marco Antonio, che je dava i sordi,per questo, lui è costretto per l'eternità a portare i pacchi di lei , tutti vestiti e scarpe che compra alle inferno boutique .


Cleopatra : ma te pare che devo sta a ste condizioni, io che so stata na regina e me dicono d'esse lussuriosa, ma poi che sarà sta lussuria, io conosco solo quella che ha vinto l'isola dei famosi, n'a certa Vladimir. E poi arrivo qui pè avè amato Marco Antonio che n'è capace manco de guidà na carriola, quello che correva in biga Ferrari e che arrivava sempre dopo Ottaviano Augusto.


Marco Antonio: A Cleo , guarda che ar box biga i meccanici me cambiavano i cavalli in sette secondi netti.



Narratore : A n'angoletto, riparandosi da una tormenta e sempre a patì per amore, ce stavano un certo Paolo e na certa Francesca.
Francesca: e capirai so finita all'inferno pe avè amato un tronista, un certo Paolo, che sul trono della De Filippi ce sarà stato si e no quattro giorni.


Paolo : A bella, si nun era pè me t'avevano eliminata già ar secondo giorno 


Francesca: Ma che stai a di , e poi è colpa de tuo fratello Giovanni, che ho fatto eliminà er primo giorno ,se stamo qui 


Paolo : parli proprio te che pè decide che cucinà per cena ci'hai bisogno del dell'esito del televoto.



Narratore: ed eccoci al quarto cerchio, di cui il guardiano è Pluto.


Virgilio: devi sapè che Pluto è il direttore del nuovo pala ghiaccio infernale

Pluto : Ma che stai a di, nun se chiama più pala ghiaccio , se chiama Palace sport, per volere der principale mio : papè satàn , papè satàn aleppe!


Dante : Maestro , ma tanto che se chiami pala ghiaccio o Palace sport , fanno i sordi con la pala.




Narratore: Dante e Virgilio scendono per il sesto cerchio, nella città di Dite' 


Virgilio : guarda dante, guarda le mura infuocate della città' 


Dante : Virgilio me disse quarche cosa , ma nun capissi niente visto che me so distratto a guarda la torre 'nfocata, dove an certo punto vedo tre donne 'ncavolate nere e zozze de sangue, co 'ntorno ar corpo n'sacco de vipere verdi d'acqua; pe li capelli n'dovina m'po che ciavevano ? 
Altri serpenti, ma questi erano ancora più brutti. Erano pure cornuti, ner senso che ciavevano le corna cosi grosse, che je ricoprivano a capoccia. Er sor Virgilio, che mica dormiva da piedi, s'accorse subito che le anchelle erano fie de na certa Proserpina, a padrona der foco de l'inferno, quatto quatto me disse: qua ce stanno l'Erinne, queste nun se tengono mica a moscarnaso. Più n'là sulla sinistra ce sta Megera, a piagnona sta n'sieme Eletto co n'mezzo Tesifone. A sto punto s'azzittì. N'dovina n'po' che successe' queste n'cominciarono a graffiasse co le dita, a pijasse a pizze n'faccia e a strilla cosi forte che me so n'paurito allora pe nun sapè ne legge né scrivere, me so abbracciato ar sor Virgilio.


Gorgone: Medusa (fischio), vie qua che o famo diventa de coccio, se semo pentite de nun avello fatto quando c'era Teseo !


Dante : a sto momento Virgilio me fa:


Virgilio : vortate e stà con l'occhi chiusi.


Dante : io me stavo già a preoccupà quanno me aggiunse :


Virgilio : Se guardi Medusa poi nun potrai torna sulla Terra


Dante : tra me e me pensai : ecchissenefrega de Medusa, me girai e me ne annai.



Narratore : Dante e Virgilio sono finalmente nella città infernale di Dite, dove si trovano le tombe degli eretici


Virgilio : guarda ! Le tombe degli eretici : andarono contro la religione , o arrostiscono dentro tombe come à porchetta 


Narratore : camminarono a lungo, fino a che non incontrarono un'anima conosciuta'


Farinata : chi furon li parenti tuoi ???

Dante : allora mi madre, mi padre, mi zia, mi nonno ' ma te chi sei ???


Farinata : A Dante ! so Farinata degli Umberti !


Dante : anvedi chi ce sta er cuoco della nazionale !! er fenomeno der grano ! Er mastro della farina ! (stretta di mano speciale : pugno sopra e sotto e poi uno addosso all'altro)


Farinata : Nun a caso me chiamo Farinata.


Cavalcante : Dante ! hai visto mi fio ?


Dante : no perché ?
Cavalcante : è uscito tre giorni fa pe anna a vede er Siena e ancora nun se fa vivo! Je l'ho detto : è mejo a Fiorentina! Ma lui no ! e mò è scomparso! 


Dante : vabbè ,se vedemo


Farinata : bella ! ( stretta di mano speciale )





Narratore : Dante e Virgilio attraversano il settimo cerchio, dove sono richiusi i violenti; per poi passare per l'ottavo cerchio infernale, fino alla nona bolgia, dove sono rinchiuse le anime mutilate, dove incontrano un personaggio a loro noto.


Dante : Bella Maometto ! Rimembro ancora il tuo volto ! Eri quel ciociaro guardiano del campetto 


Maometto : Eravate ragazzi impertinenti e maleducati, facevo bene a non farvi giocare


Virgilio : Ma va va. 


Dante : se non ricordo male tu sei Ilà, cioè Laì, no scusa Alì, il proprietario della pizzeria : pizza pazza a pezzi a prezzi pazzi in piazza


Alì : Ebbene si, sono proprio quel pizzettaro antipatico' ricordo ancora quelle volte che volevate entrare in pizzeria e invece no , a casa senza merenda! (risata malvagia)


Virgilio : ma sta zitto a burino di Ilà, cioè Laì, no scusa Alì' Dante, ora però un altro porta dell'inferno ci aspetta, dobbiamo andare!


Narratore : ricordiamo, che nella nona bolgia, sono rinchiuse le anime mutilate: costoro in vita separarono delle cose che erano unite per natura, come ragazzo ed il campetto di calcio, ed ora sé loro corpo ad essere separato dal proprio resto



Narratore : Dante e Virgilio scendono fino alla decima bolgia, nell'ottavo cerchio.


Dante : chi sei ???


Conte : so er conte Ugolino, e sto purcioso è l'arcivescovo Ruggeri, prozio de n'certo Enrico, che presentava Mistero in TV l'anno scorso.


Dante : raccontami al tua storia.

Conte : la mia storia rinnova in me un dolore senza fine .la vuoi proprio sentire ? 


Dante : Aho , er librone divino o dovrò pur scrivere no ?


Conte : stavo allo stadio , ar derby Fiorentina ' Pisa. Cominciò a rissa, lanciai a fumogena e venni arrestato. Io con i miei figli Gaddo ed Uguccione e Nino ed Anselmucio. Fummo costretti alla prigione, a digiuno, in una torre piena di oggetti della ACF fio rendita, squadra rivale del Pisa.
Presto impazzii e mi morsi una mano, ed i miei figli stanchi di svegliarsi e di vedere quelle orride visioni, mi pregarono, pensando che lo facessi per fame, di ucciderli. Mai ci fu per me dolore più grande. Dopo quattro giorni morirono sia i miei figli che i miei nipoti e rimasi solo nella cella, impazzii e li mangiai uno ad uno per la fame' 


Dante : Davvero ?


Conte : e certo ! Ma mo andatevene ! anzi , passame prima er sale che sta a diventà sciapa sta capoccia.




Narratore : Dante e Virgilio arrivano finalmente nella zona della giudecca, nel nono cerchio infernale'


Virgilio : Dante, ora devi fare appello a tutte le tue forse interiori' stai per vedere Lucifero, il re dei demoni, e usufruiremo del suo corpo per tornare a riveder le stelle


Dante : che ?!? Ma non mi basta solo vederlo ?


Virgilio : Aho, tu vedi n'aeroplano ? N'elicottero? No ! Allora ci arrampicheremo sul suo corpo! 


Dante : Mi rifeci a tutte le storie che parlavano di lucifero per tentare d'immaginarselo prima di vederlo , ma poi ' orrore ! Un mostro orrido che rimane comunque al di fuori di ogni descrizione, ma mi feci comunque coraggio, ripetendomi che poi, avremmo comunque rivisto le stelle




Narratore: Dante e Virgilio attraversano tutto il purgatorio, per arrivare finalmente in paradiso'
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